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momenti del Seminario “Gli storici e il web”

Lunedì 16 marzo scorso, presso la Scuola Politecnica dell’Università di Palermo,  si è svolto il seminario Gli Storici e il Web. E’ stato un momento interessante per focalizzare l’attenzione sulla figura dello storico e sulla disciplina stessa in relazione con il mondo in continua evoluzione del web e dei suoi strumenti.

Tre soprattutto gli interventi programmati che hanno animato il tavolo dei lavori, un occasione colta anche da una platea in parte formata da giovani futuri docenti.

Andrea Caracausi, studioso dell’Università di Padova, esplora le sfaccettature della galassia di Wikimedia (tutti sanno cos’è Wikipedia ma quanti conoscono l’intera realtà Wikimedia

Alcuni momenti del suo intervento

 

Dalle atmosfere open source si transita all’esperienza rigorosamente specializzata del portale Reti Medievali raccontata dal prof. Corrao (Università di Palermo).

 

L’ultimo intervento curato dalla prof.ssa Elena Riva, dell’Università del Sacro Cuore di Milano, è un ulteriore input di riflessione su una disciplina come quella della linguistica computazionale e sulle relazioni “contributo degli storici-disciplina” ancora tutto da costruire.

 

Concludendo, due in particolare sono state le keywords di connessione fra le argomentazioni esposte:
1) l’ipertesto: è ancora uno strumento indispensabile da esplorare e incentivare nelle sue peculiarità non lineari oppure ha esaurito le sue potenzialità.
2) il trattamento delle fonti: risorse indispensabili e preziose per ricostruire il passato e non solo per gli storici ma per tutta la scrittura scientifica.

L’informatica per i Beni Culturali

Venerdì 20 marzo alle ore 9:00, presso l’Aula 101, Complesso di S. Antonino, Università di Palermo (Dottorato di ricerca in
Studi letterari, filologico-linguistici e storico culturali), si terrà il seminario L’informatica per i Beni Culturali.

Il programma della giornata prevede:

Il progetto Book Alive. La prospettiva umanistica
Vito Matranga (Università di Palermo)

Il progetto Book Alive. La prospettiva informatica
Antonio Gentile (Università di Palemo)

Raccontare il territorio. L’esperienza campana
Rosanna Sornicola (Università “Federico II di Napoli”)

La narrazione multimediale. Strumenti e metodi
Paolo Paolini (Politecnico di Milano)

Interverranno anche:
Giovanni Ruffino, Mari D’Agostino, Giovanni Abete, Luisa Amenta, Emma Milano, Giuseppe Paternostro, Vincenzo Pinello, Valentina Retaro, Roberto Sottile, Eleonora Trumello

Seminario

Lunedì 16 marzo alle ore 9:30, presso l’Aula Capitò di Ingegneria UniPa, Viale delle Scienze Ed. 7, si terrà il seminario Gli Storici e il Web.

I programma della giornata prevede:

Saluti
Prof. M. Carta
Presidente della Scuola Politecnica

Prof. M.C. Di Natale 
Direttore del Dipartimento Culture e Società

Prof. A. Gentile
Responsabile scientifico del Progetto BookAlive

Prof. A. Giuffrida
Presidente del Cdl LM Studi Storici Antropologici e Geografici

Introduce e coordina Rossella Cancila (Università di Palermo)

Andrea Caracausi (Università di Padova)
Storici e Wikimedia: quali prospettive?

Pietro Corrao (Università di Palermo)
L’esperienza di Reti Medievali

Elena Riva (Università del Sacro Cuore, Milano)
Storici e linguistica computazionale: un rapporto da inventare

Coordinamento scientifico:
Rossella Cancila
Valentina Favarò
Antonino Giuffrida

La Biblioteca del Senato della Repubblica “Giovanni Spadolini”

Ospitiamo con piacere l’intervento della Dott.ssa Stefania Gialdroni sulla Biblioteca del Senato della Repubblica e sul Fondo Cortese

La città di Roma vanta notoriamente un patrimonio librario che per varietà e antichità non ha eguali nel mondo. Una parte consistente dei libri antichi che costituiscono tale patrimonio è però – per evidenti ragioni di preservazione ma anche a causa di lacune organizzative – accessibile solamente ad una ristretta cerchia di specialisti dei vari settori disciplinari. Pur nel contesto di una tale abbondanza di fondi, la Biblioteca del Senato della Repubblica rappresenta un’eccezione e un’eccellenza da svariati punti di vista: la ricchezza del patrimonio (700.000 volumi, circa 3.000 periodici e 600 giornali italiani e stranieri, la più importante raccolta di Statuti di Comuni e Corporazioni dal Medioevo all’Età contemporanea, antiche edizioni di testi romanistici e canonistici, inclusi manoscritti, incunaboli e cinquecentine, etc. ), l’accessibilità (la biblioteca è aperta al pubblico ed è ubicata nel cuore della città, a pochi passi dal Pantheon) e, non da ultimo, la specializzazione. Insieme alla Biblioteca della Camera dei Deputati, con la quale condivide il Catalogo del Polo bibliotecario parlamentare (accessibile online), la Biblioteca Giovanni Spadolini è infatti il luogo privilegiato nel quale reperire testi relativi all’attività del Parlamento (legislazione, atti parlamentari, regolamenti, etc.) e alla storia giuridico-politica italiana e internazionale.  Soprattutto però, dopo la recente acquisizione del Fondo Cortese, la Biblioteca del Senato può essere considerata come “depositaria del più completo sistema di fonti del diritto per la storia italiana tardo medievale e moderna”, un luogo unico nel quale studiare la storia giuridica italiana ed europea, dal diritto statutario locale, alla legislazione delle signorie e degli antichi stati, alle fonti del diritto comune.

La biblioteca, fondata nel 1848 e originariamente  ubicata nella sede torinese del Senato (Palazzo Madama), porta oggi il nome del Senatore Giovanni Spadolini, sotto la cui presidenza, nel 1991, il Senato acquisì l’attuale sede, il cinquecentesco Palazzo della Minerva, aperto al pubblico dal giugno del 2003.

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Sala dei Periodici della Biblioteca del Senato

Il patrimonio storico-giuridico della Biblioteca del Senato: il Fondo Cortese

 La Biblioteca del Senato ha ricevuto, nel corso dei decenni, importanti donazioni  (le più recenti sono quelle dei Fondi Zaslavsky e D’Onofrio), grazie alle quali si è consolidato il duplice carattere del suo patrimonio: biblioteca parlamentare specializzata e luogo di elezione per la ricerca storica (anche locale), storico-giuridica e politica. Dopo l’acquisizione delle biblioteche personali di Alessandro D’Ancona (1914), Alessandro Chiappelli (1934) e Amintore Fanfani (1999), nel 2000 sono entrate a far parte del patrimonio della Biblioteca del Senato 364 opere di diritto romano e canonico (secc. XVI-XIX) appartenute al celebre giurista Filippo Vassalli. Tale donazione ha segnato un nuovo corso nelle politiche di sviluppo della biblioteca, orientate da quel momento anche verso le fonti del diritto comune.  Una tendenza recentemente confermata dall’acquisizione, tra il 2005 e il 2010, del Fondo Cortese, la biblioteca  personale del Prof. Ennio Cortese, emerito di Storia del diritto italiano dell’Università “La Sapienza” di Roma, da lui generosamente donata (puoi leggere l’intervista del prof. Cortese in occasione della pubblicazione del primo volume del Catalogo del Fondo).  Il Fondo, collocato nella “Sala Cortese”, una grande sala di consultazione al primo piano della biblioteca, consta di una sezione antica – circa 1.000 opere di diritto comune edite tra il XV e il XIX secolo, per un totale di quasi 2.000 volumi – e di una moderna, che comprende più di 5.000 opere di argomento giuridico e storico-giuridico, sia italiane che straniere. Il Catalogo del Polo bibliotecario parlamentare include il patrimonio del Fondo Cortese ma per una descrizione più dettagliata delle opere è oggi disponibile il primo volume del Catalogo del Fondo Ennio Cortese: manoscritti, incunaboli e cinquecentine (a cura di A. Casamassima, Firenze 2012), mentre il secondo volume (opere dei secoli XVII-XIX) è attualmente in preparazione.

Questo patrimonio di testi di argomento storico-giuridico unico per qualità, complessità e antichità è oggi riservato a chi può recarsi personalmente presso la Biblioteca del Senato. Le moderne tecniche di digitalizzazione potrebbero rendere davvero accessibile, senza che si pongano problemi relativi al deterioramento di preziosi testi antichi, questa vera e propria “miniera” della cultura storico-giuridica europea a cui tutti dovrebbero poter attingere.

 I Libri di Minerva, un video che ci accompagna alla Biblioteca “Giovanni Spadolini”, buona visione e buona lettura.

La Quadratura del Cerchio: COLLABORAZIONE

A volte osservando o leggendo di quelle fameliche corse fatte da individui che non hanno nessun pudore a sgomitare e sgambettare gli avversari pur di addentare l’osso per primi – e mi riferisco in qualunque settore che sia politico, economico, artistico, sportivo – finisco per chiedermi sempre la stessa cosa: ma collaborare è veramente un’utopia irrealizzabile?

In realtà no!
A volte accade, e nemmeno tanto lontano da noi, ma bisogna volerlo.

Recentemente ho ascoltato una bella storia su questo tema nata da un quesito:
come riuscire ad unire, ad esempio, tutte queste risorse?

– un numero x di persone
– secoli di Storia dell’Arte
– una Casa Editrice
– una piccola Libreria
– una Scuola pubblica dell’infanzia

La soluzione c’è ed è sempre la più semplice: ci si confronta, si focalizza sui bisogni dei singoli soggetti, e si cercano i possibili punti di contatto:

– esistono tante persone che hanno voglia di disegnare, dai bambini, ai semplici amatori che si dilettano per passatempo fino ai professionisti illustratori che con il “disegno” ci lavorano oppure “vorrebbero” farlo.
– un frammento della Storia degli Esseri umani, la Storia dell’Arte appunto,  spesso  rilegata come branca del sapere non strettamente necessaria, soprattutto in Italia, o momentaneamente trascurabile,  …insomma ci si chiede, ma l’Arte è un bene optional oppure può diventare concretamente un momento di crescita collettiva?
– una casa Editrice di libri sull’Arte e una piccolissima Libreria a Milano, come in ogni angolo del pianeta, hanno l’esigenza comune di sopravvivere.
– Una Scuola pubblica ha problemi di budget per sostenere la propria piccola biblioteca scolastica.

Un’idea!
Gli ingredienti sono tutti presenti sul tavolo ed una soluzione, infatti, viene fuori confrontandosi. Si va addirittura oltre, la soluzione ai singoli problemi diventa un gioco collettivo che coinvolge ed appassiona tantissime persone ed allo stesso tempo anche una sorta di format di autosostenibilità economica. Il gioco in questione si chiama  Pippo non lo sa ed è l’iniziativa intrapresa dalla piccola libreria Spazio B**k a Milano.

Una delle titolari della libreria milanese ha recentemente illustrato la sua interessante esperienza all’interno della conferenza sulla Sharing Economy, in calendario per l’evento Nuove Pratiche Fest – Innovazione Culturale tenuta presso i Cantieri Culturali alla Zisa a Palermo il 17 ottobre scorso. Tema attuale quello che vede l’analisi di queste nuove pratiche di  “economia collaborativa” oggetto ancora di una chiara definizione condivisa. Da questa conferenza, inoltre, sono emerse anche varie altre osservazioni sul  crowdfunding, cioè quelle strategie di “finanziamento collettivo” per sostenere attività culturali o imprenditoriali, perplessità su “come gestire al meglio il dopo campagna di raccolta fondi”, o “come continuare a seguire la comunità che si è nel frattempo costruita”, fino alle velature di scetticità di chi vede in queste forme di “aiuto” solo come una declinazione delle vecchie forme di “assistenzialismo”.

Eppure collaborando veramente insieme incastrando ad hoc gli elementi in gioco il cerchio si può chiudere per tutti.

Un’altra esperienza
La prima volta che sul web incontrai l’articolo sul sodalizio nato fra la Biblioteca pubblica di Seattle e Smashwords, la Piattaforma di Distribuzione di eBook Self Publishing fondata da Mark Coker nel 2008, sussultai. In effetti è logico che andasse così, come un gioco di tessere in un puzzle che ridefiniscono l’orizzonte della nuova Era Digitale che ha toccato temi importanti come il ruolo delle Biblioteche all’interno della comunità in linea con la progressiva digitalizzazione del sapere e il futuro dei nuovi autori digitali e il loro rapporto con il tassello finale della filiera: la distribuzione.

Dice infatti Mark Coker:

[…] we realized there was a natural opportunity for libraries to expand their mission, and secure an even more important place in the community by helping to promote a culture of authorship.

We’re now this much closer to closing the loop. A writer can come to the library, ask how to publish a book, get pointed to our publishing portal, publish a book, and then that book can be purchased by the library

Non fermarsi alle paure o apparenze che in prima istanza possono affiorare all’emergere di nuovi scenari è una pratica da coltivare se si intende proseguire lungo il sentiero della storia.
Anche guardarsi faccia a faccia e cooperare è una pratica da rivalutare, non è difficile, basta volerlo!

Angela M. Benivegna

Un Viaggio fra le super Biblioteche nel Mondo

Tenete stretta una bussola fra le mani perché ha inizio un breve viaggio che ci porta a sbirciare sotto la pelle avveniristica delle Biblioteche contemporanee di nuova istituzione sparse per il mondo.

Un viaggio virtuale, riprendendo l’input di un precedente post, iniziamo ad esplorare adesso i rispettivi siti internet delle best 5 Library secondo la BBC:


Seattle Central Library
http://www.spl.org/

Il  sito, onestamente, non segue linee altrettanto ardite.
Sbirciando fra gli Eventi organizzati dalla Biblioteca spicca una particolare attenzione ad attività legate all’apprendimento delle lingue (inglese e spagnolo) ed a Children’s Story Time dedicati appunto ai bambini di varie fasce di età, con o senza la presenza dei genitori.

Il sito è agganciato ai vari social fra Facebook, Twitter, Pinterest, Youtube …
Mi incuriosisce però vedere cosa passa su Youtube e scovo un tipo di video virale attualmente fra i più utilizzati: il Flash Mob.

In questo caso è un momento di danza collettiva sulla voce di Whitney Houston a distogliere per un paio di minuti gli occhi dai libri o dai monitor. Caricato in Luglio del 2010 conta poco più di 60.000 visualizzazioni, non è male!

C’è un’altra cosa particolare che questa Library americana offre, ovvero la tessera della biblioteca funge anche da pass per accedere ai Musei di Seattle.


Biblioteca Vasconcelos
http://www.bibliotecavasconcelos.gob.mx/

La Home Page della biblioteca messicana subito annuncia un Programma di Attività variegate!

Conferenze, cinema, workshop che vanno dal teatro al giornalismo alla musica, concerti, letture ad alta voce, attività e spazi dedicati ai bambini, sale attrezzate con strumenti musicali per chi vuole suonare e c’è anche una Sala Braille equipaggiata tecnologicamente per soddisfare le esigenze dei non vedenti. In più l’edificio è ubicato dentro uno spazio di 26.000 m² di giardino dove chi vuole può scegliere di leggere all’aria aperta.
Insomma non è solo Biblioteca ma un vero Centro Polivalente con una forte vocazione al Sociale come racconta il direttore Daniel Goldin in un video:

“Le biblioteche pubbliche sono generalmente spazi non solo per la lettura. Sono spazi d’incontro, per lavorare, per la ricerca, sono spazi dove la gente viene a rilassarsi, viene ad imparare, viene a rifugiarsi. Questo è un luogo dove tutti i servizi, a parte le fotocopie, sono assolutamente gratuiti”


Kanazawa Umimirai
http://www.lib.kanazawa.ishikawa.jp/umimirai/

Home Page minimale, bicolore e molto giapponese, dove il motivo a pois si ripete in tutte le declinazioni. L’Identità Visiva è curatissima.
Se la Biblioteca messicana privilegia in particolare eventi ed attività che toccano “l’udito”, quella giapponese predilige “la vista” con ambienti espositivi dedicati a Mostre d’arte e fotografia.

Nata per creare uno spazio pubblico dove attivare delle iniziative in una zona della città di Kanazawa definita troppo tranquilla, in realtà sembra che “incarni” proprio questa identità placida e pacifica, immersa in un silenzio quasi metafisico, come mostrano i seguenti video:


Spijkenisse Book Mountain
http://www.deboekenberg.nl/

Il sito è pieno di tante informazioni organizzate sistematicamente mentre in evidenza ci sono le numerose news relative agli eventi e alle attività.

Navigando fra le proposte offerte si conferma una costante ormai chiara incontrata anche fra le altre biblioteche: attività dedicate ai bambini.
Perché infatti non fare un bel Camping piazzando una tenda ai piedi della Montagna di libri e lasciarsi stuzzicare dalla fresca brezza di una storia interessante? Oppure condividere la lettura durante la settimana dedicata al libro emozionante.

La straordinaria dislocazione dei libri ordinati dentro box di legno invita a “percorrere un sentiero” esplorativo che si arrampica nella successione delle rampe verso l’alto. L’intero progetto ideato dal MVRDV è anche un chiaro messaggio simbolico invitando alla lettura come un momento di estrema naturalezza all’interno di una comunità agricola vicina a Rotterdam con il 10% di analfabetismo.

Anche in questo caso la biblioteca non è solo biblioteca ma contiene un centro per l’educazione ambientale, un club di scacchi, auditorium, aree commerciali e di ristoro.

Qui puoi vedere un  video di presentazione sul sito della BBC.


Library of Birmingham
http://www.libraryofbirmingham.com/

La nuovissima struttura che accoglie la biblioteca di Birmingham non è un luogo dedicato solo ai libri (e pure questa caratteristica della Polivalenza diviene ormai un paradigma assodato) ma scrigno il cui tesoro risplende ed attrae soddisfacendo anche il “godimento visivo” con Collezioni di Fotografia o la stessa architettura. Un occhio di riguardo viene strizzato all’Arte del Teatro e della Performance.

News, Blogs, Community e link ai Social in rete disseminati ovunque.

Fisicamente è la più grande biblioteca pubblica d’Europa costruita in una città che ospita la più giovane popolazione di tutto il continente.
Tale attenzione sottolinea come il luogo Biblioteca sia fondamentale e punto cardine nella vita di una generazione che rappresenta il futuro.
La Biblioteca stessa diviene sinonimo di Futuro.


Un paradigma fondamentale che emerge da questo piccolo tour fra alcune delle Biblioteche nel mondo di nuova costruzione e costituzione è legato alla funzione Relazionale.

Come sottolinea l’illuminato direttore della Biblioteca Vasconcelos, la funzione relazionale è fondamentale per ripensare al ruolo del luogo Biblioteca all’interno della società:

“Ripensare qual è la relazione dello spazio con le persone, con la produzione del pensiero, con la produzione del sapere e soprattutto con una cosa che è importante, la relazione che si può stabilire tra il rumore dell’intorno alieno e lo spazio della Biblioteca. La Biblioteca è un luogo d’incontro, d’incontro con se stessi o con un altro individuo, o con il patrimonio, cioè se stessi, in relazione con altri patrimoni, ovvero gli altri.”

La Biblioteca deve quindi aprirsi in tutte le declinazioni del concetto di apertura veicolando ciò che custodisce: la cultura appunto, condensata nei libri ma non solo, anche il luogo stesso deve aprire le porte della sua anima come potenziale punto di scambio di cultura, amplificando le sue potenzialità di terreno fertile per far germogliare un concetto di società contemporanea basata sulla relazione e non sull’alienazione.

Le iniziative intraprese dal campione di biblioteche esplorate ruotano su innumerevoli modi per veicolare il sapere: attraverso iniziative che mirano all’apprendimento della lingua; tantissima attenzione è riversata sulle nuove generazioni che devono apprendere l’importanza preziosissima di tale luogo e del tesoro che contiene; veicolare la cultura in tutte le sue forme e attraverso tutti i supporti in modo da essere compresa a tutti i livelli di decodifica, che sia essa visiva, parlata, tattile, emozionale, divertente, utile.

Insomma la Biblioteca deve rivivere, in perfetta simbiosi con la comunità che incontra e accoglie e che vuole crescere con la cultura.

Angela M. Benivegna

Nuove forme di vita per la Biblioteca

Concetti come rete e condivisione sono da considerarsi ormai come delle keywords della nostra contemporaneità. Ogni attimo del quotidiano, personale, ricreativo o lavorativo, viene attraversato da ramificazioni capillari per connettere e trasmettere fatti e sensazioni in tempo reale a macchia d’olio. A volte tali scenari scatenano visioni futuribili allarmanti ma qui ne vogliamo cogliere invece le enormi opportunità, in tutti i sensi e non solo dal punto di vista tecnologico. 

E’ da una visione positiva delle idee che bisogna estrarre i semi per generare, si spera, una società civile. Rete e condivisione, che si manifestino nei fatti in maniera fisica o virtuale, sono occasioni da non perdere se si pensa alla Cultura e alla sua divulgazione.

L’applicazione in realtà come le Biblioteche sta già dando vita infatti ad interessanti nuove forme dello stesso concetto di Biblio-teca, in cui appunto il suffissoide “teca”:

“derivato dal greco theke ‘ripostiglio, deposito’ e usato con il significato di ‘collezione, raccolta, custodia’ in parole derivate direttamente dal greco”

ne sottolineava la consolidata forma nell’immaginario collettivo come baluardo e punto fermo dove conservare il sapere dell’uomo.

Nascono quindi interessanti idee come la Bibliometrò, ovvero un modo differente di pensare al prestito bibliotecario gratuito messo in atto all’interno della metropolitana di Madrid. Se non hai tempo di andare in biblioteca a ritirare il tuo libro è la biblioteca che si espande per venirti incontro: in 12 fermate della metrò spagnola infatti sono stati dislocati altrettanti “moduli” che accolgono un fondo di oltre 1300 titoli fra i più importanti della letteratura spagnola e universale ma anche le ultime novità editoriali.
Ogni utente tesserato può chiedere in prestito un massimo di 2 libri scegliendoli da appositi touch screen, per 15 giorni rinnovabili altri 15.

E cosa dire poi delle Biblioforeste a Berlino?
Derivate dal concetto di BookCrossing, ovvero l’idea di abbandonare i libri in luoghi dove altre persone possono trovarli e leggerli, in Germania i vecchi alberi morti riprendono vita lungo i viali urbani diventando delle ecolibrerie. Un approccio differente che coniuga la condivisione della cultura e  il rispetto per l’ambiente sotto l’unica regola di autodisciplina «prendere un libro ma condividerne subito un’altro», L’occasione è stata colta anche da numerosi autori indipendenti che colgono questa particolare opportunità per seminare le proprie storie autoprodotte.
Qui trovi l’articolo.

Se la volontà di divulgare la conoscenza c’è, allora si trova ogni mezzo per abbattere gli ostacoli ed arrivare ovunque. Proprio ovunque!
Esistono addirittura le Biblioburro, ne avete mai sentito parlare?
Sono sistemi di prestito bibliotecario ambulanti nati in luoghi come Colombia, Venezuela o Etiopia, dove “angeli del sapere” si muovono con asini, cammelli, carretti o motociclette per portare a destinazione i preziosi volumi.
Qui il link per averne un’idea.

In alcuni casi l’idea di sistemi bibliotecari alternativi sposa temi come il cambio di destinazione d’uso di luoghi o mezzi che altrimenti sarebbero stati abbandonati innescando la riqualificazione di tali risorse. Esempi arrivano dalla Bulgaria, dove vecchi bus dismessi diventano piccole oasi letterarie fra gli intrecci stradali, oppure da Londra dove le “storiche cabine telefoniche rosse”, messe in pensione dagli smartphone, vengono convertite in Microbiblioteche.
Trovi qui alcune immagini.

Una cosa ormai è chiara, il concetto di Rete scardina il verso unidirezionale che prevedeva l’esponenziale accumulo dei beni librari e la loro consultazione esclusivamente presso i punti fermi delle sedi delle Biblioteche a favore di una esplosione pluridirezionale del sapere verso le persone.

Il Sapere è vivo e rende vivi e per questo non può rimanere cristallizzato in un pugno di luoghi per sempre ma  si deve muovere, ramificare le connessioni e raggiungere ogni individuo.

Angela M. Benivegna

Nuovi paradigmi per le Biblioteche

La Biblioteca esisterà sempre, come i libri del resto, fino alla fine dell’umanità, lo racconta anche Asimov! Ma all’interno della Rivoluzione Digitale quale sarà il suo ruolo?
Una metamorfosi è già in corso, innescata dalla smaterializzazione progressiva dei supporti del sapere che in precedenza già aveva toccato quelli legati all’immagine (tele, pellicola, jpeg, raw …) quelli legati al suono (vinile, cd, mp3…), ed adesso raggiunge il veterano dei supporti: la carta.

Qual è però il paradosso di queste istituzioni?

Se una Biblioteca deve innovarsi deve digitalizzare il proprio patrimonio librario per ampliare l’accessibilità in Rete ma, man mano che il sapere si smaterializza in bit, la consultazione fisica su carta perde di interesse.

Probabilmente deve ripensare a forme e temi per continuare ad essere un perno fondamentale nella trasmissione del sapere per la società.
Molte biblioteche nel mondo si stanno muovendo in vario modo al fine di conseguire quel processo di acquisizione del know how, seguendo strategie diverse che comportano conseguenze importanti nella realizzazione di proposte diversificate.
Nell’ambito di ricerche volte ad osservare cosa accade intorno alle Biblioteche, mi sono imbattuta in questo articolo sul sito della BBC  che stila una sorta di Top 5 delle “Super-Biblioteche nel mondo”:

_____________________

  • Seattle Central Library, USA,2004
  • Biblioteca Vasconcelos, Mexico 2007
  • Kanazawa Umimirai, Japan 2011
  • Spijkenisse Book Mountain, Netherland 2012
  • Library of Birmingham, UK 2013

 

In realtà il focus dell’articolo è concentrato più sul tema architettura, essendo queste delle strutture contemporanee costruite ad hoc nell’arco degli ultimi 10 anni. Un nuovo luogo quindi, dedito alla custodia del libro ma concepito seguendo paradigmi compositivi contemporanei, come:

  • Vetro, quindi Trasparenza,  dicotomia spazio chiuso/aperto,
  • presenza della Natura,
  • Luce, tantissima e possibilmente naturale,
  • Spazi enormi ma condivisi.

Interessante e sicuramente piacevole l’impatto visivo. Alcuni di questi edifici sembrano veramente organismi viventi veri in cui pulsa vita e questo già di per sé scardina l’idea che una Biblioteca debba essere una fortezza inespugnabile dove è custodito il sapere dalle catastrofi naturali.
Ok, ma andiamo oltre.

Vedremo sotto questa pelle avveniristica e dentro questi luminosi e nuovissimi ambienti cosa accade e qual è il ritmo che scandisce il concetto di Biblioteca di chi le vive.
Nei prossimi post.

Angela M. Benivegna

Il gusto sano delle storie “fatte in casa”

Autori aiutano altri autori a mettere in luce quel percorso che esiste e porta, ognuno con le proprie gambe, a prendere per mano quell’idea di racconto addormentata dentro i pensieri quotidiani, nei cassetti o fra le cartelle del proprio computer, per accompagnarla fra le braccia di chi aspetta nel suo immaginario di conoscere giusto quella storia, affezionarsene e magari farla propria.

Di cosa sto parlando? Di Self Publishing naturalmente. Ma non solo.

Non importa quale attimo di vita stiamo percorrendo, infanzia o adulta che sia, c’è sempre bisogno di una storia da ascoltare, che ci catturi l’immaginazione, ci coccoli o ci solletichi la curiosità. I racconti sono anch’essi cibo, fatto di fatti ma senza calorie, si intende, ed è innegabile che ci aiutano a crescere, a conoscere, a vivere, come una bella chiacchierata con una persona.

Perché allora negare un “racconto fatto in casa”?
Rifiutereste una fetta di crostata di mele casereccia? Certo, non tutti sono o saranno nella vita dei Master Chef in Alta Pasticceria, è ovvio, ma qui si tratta sicuramente di roba genuina. Ad ogni passione sincera si dedica tempo, costanza, amore e questo si nota anche se “imperfetta all’occhio”.
Le tecniche per affinare la propria creazione, comunque, si possono imparare, è comunque la “sostanza” che deve prevalere.
Nella metamorfosi che sta investendo il mondo dell’Editoria nell’Era del Digitale il Self Publishing è ormai una realtà da non sottovalutare. Cresce, non ci sono dubbi, anche in Italia.
E’ chiaro infatti, non basta più ai vecchi possessori del mazzo di chiavi per le sospirate porte della Pubblicazione, barricarsi dietro deboli convinzioni come “chi fa da sé è comunque di serie B”, “manca di professionalità” oppure “occorrono barriere per filtrare la qualità”, ecc.
Le carte in gioco in realtà sono altre: gli strumenti di Editing si moltiplicano diventando sempre più semplici da usare per ottenere pubblicazioni di livello professionale anche per chi non mastica software a colazione e proliferano anche e soprattutto le Piattaforme di Distribuzione.
La filiera è ormai completa.
L’Autore adesso può costruire da sé la propria chiave per il fatidico portone, ed ogni palato esigente può trovare la sua giusta ricetta per quando avrà voglia di qualcosa “fuori dagli schemi”, è lo Chef in persona a servirlo.

Nel grande pentolone della rivoluzione digitale in corso ci sono anche altre questioni bollenti che alimentano il caos nel mondo dell’Editoria, come quella che coinvolge i supporti, per esempio…
cosa scegliere? carta stampata o eBook multimediale,
quale standard adottare? PDF o ePub 3.0,
cosa cambierà per chi lavora con i libri o per realtà come Biblioteche e Librerie?
e quale forme prenderà la natura stessa del Raccontare spingendosi sulle potenzialità offerte dai nuovi media digitali? … il caos c’è ma si stanno tracciando i primi sentieri.

Alcuni Editori storceranno ancora il naso sulla validità delle Auto-Pubblicazioni, …figuriamoci poi se vengono pensate direttamente come prodotto digitale! Altri, più lungimiranti, ne cominciano invece ad intravedere le opportunità.[1] Sarà il tempo a dare le risposte.
Ma comunicare è un diritto e l’obiettivo comunque dovrebbe essere abbattere le barriere e non scervellarsi per mettere in piedi: filtri, ostacoli, cavilli, porte da sbattere in faccia o tortuosi labirinti da innaffiare copiosamente nella speranza che proliferino come gramigna.
E’ arrivato il tempo degli Autori Indipendenti? Forse si.
Saranno bravi abbastanza? Lo decideranno i lettori.

Buona lettura!

Angela M. Benivegna